Vita quotidiana · Dalla nascita ai 2 anni
Registra la tua voce, non la sua
Cantare, leggere ad alta voce, raccontare la giornata. Fra trent'anni chi vorrà risentirsi è lei, ma chi vorrà sentire di più sei tu.
La voce che mancherà è la tua
Tutti provano a registrare il suono della bambina. Quello che la bambina adulta vorrà sentire è la tua voce, mentre le parlava quando ancora non capiva niente. Fra trent'anni è quello il file che non ha sostituto.
Cosa registrare
- La canzone che canti per farla dormire, cantata male e va bene così.
- Tu che racconti ad alta voce com'è andato il giorno della nascita, a modo tuo.
- Una conversazione qualunque mentre le cambi il pannolino. È il tono del quotidiano che si perde.
- Il suo nome detto da te, tante volte, in situazioni diverse.
- I nonni che le parlano. È la registrazione che diventa insostituibile più in fretta di quanto si immagini.
Come, senza produrre niente
Il registratore del telefono basta. Un minuto è abbastanza, e oltre i tre non ascolta nessuno. Parla vicino, in una stanza con tessuti e divano, che smorza l'eco. Non rifare la registrazione per farla venire bella: l'inciampo e la risata in mezzo sono ciò che dà vita al file.
Dove conservarlo
Registra, mandalo nella capsula e scrivi nella descrizione la data e di cosa si tratta. Un audio senza etichetta diventa un file senza padrone, e fra vent'anni nessuno sa se era una canzone o una prova di microfono.
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